Buon Compleanno, amore

Erano amici da quando, piccoli, i loro genitori avevano comprato casa vicina l’una all’altra. Cresciuti nello stesso quartiere, Giacomo e Linda passavano un sacco di tempo insieme. Linda si alzava presto e andava a casa di Giacomo per fare colazione con la famiglia tutti i giorni, prima di prendere l’autobus per la scuola. Si erano sempre piaciuti l’una all’altro. Anni dopo Linda si allontanò e sono stati diversi anni senza vedersi, ma restando sempre in contatto. L’estate scorsa, Linda ha avuto l’idea di reincontrare Giacomo, prima di partire verso l’estero per alcune commesse dell’azienda dove lavorava. Giacomo l’ha incontrata in aeroporto, faceva un bel caldo ventilato; un giorno perfetto per essere in giugno. Si riconobbero a fatica in un primo momento perché entrambi avevano immagini non molto recenti dell’altro. Fu sorpreso di vedere che, a quarant’anni, lui era più alto di lei, seppur di pochi centimetri, cosa che non era così da bambini. Era molto carina, sempre lo stesso taglio di capelli, corti biondi e molto ben curati, ed un fisico mozzafiato, due gambe affusolate ed un petto che faceva risaltare il seno prosperoso. Giacomo era abbastanza stordito nel guardarla, perso nei suoi lunghi capelli castani ed una pelle abbronzata naturale. Entrambi sapevano che questo sarebbe stata un evento da ricordare. Nel corso dei prossimi giorni, hanno trascorso ogni momento della giornata insieme e parlato di tutto, aggiornamendosi a vicenda sui vari matrimoni del quartiere, su chi si è trasferito dove, e discutendo delle novità riguardo le loro vite personali. Mentre Giacomo era ancora vergine, Linda aveva già avuto un paio di fidanzati. Dormirono insieme quella notte ed il giorno dopo diedero una festa di compleanno per Linda. Si svegliarono la mattina dopo ed iniziarono la giornata con una partita di basket 1 contro 1. Giocarono per un’oretta, ma poi incombenze di casa interruppero il gioco, anche se Linda è rimasta a fare qualche tiro da sola e Giacomo si diresse al negozio per fare la spesa, prenderle il regalo e decidere i piani geniali per conquistarla. La giornata trascorse tranquilla, tra passeggiate, televisione e vecchi ricordi e quando ha iniziato a far buio, lui la prese in braccio e l’ha riportata a casa, per cambiarsi. Dopo la doccia lei si mise indosso un bel vestito nero, adatto ad una cena di compleanno. Quando giunse al piano di sotto, la stanza era buia, illuminata solo con una candela sul tavolo. “Giacomo, davvero non dovevi… Questo è molto dolce!”. “Linda buon compleanno” disse, mentre si avvicinò e l’abbracciò, mentre la tirava verso una sedia in modo che potesse sedersi. Avevano organizzato una cena tra amici in cui si sarebbe parlato di tutto e di tutti, come al solito. “Posso dire che stasera sei assolutamente stupenda?”, le disse alla fine, dopo un breve silenzio, seppur con un tono di voce rotto dalla vergogna. Ma non stava scherzando questa volta. Sentiva che c’era qualcosa di diverso quando ha iniziato a guardarla profondità negli occhi, spalancando gli occhi. E tutto ad un tratto si sentivo strano, allungò una mano e le sfiorò la guancia, poi si chinò e la baciò. Il bacio era così dolce e leggero che a malapena le loro labbra si toccarono. Istintivamente lei si tirò indietro, ma poi, facendosi forza, sorrise, si chinò e lo baciò, questa volta in modo un po’ più partecipato. La sua lingua schiuse le labbra morbide ed iniziò ad esplorare la sua bocca, e lui non ha esitato nel fare lo stesso. Lo interruppe iniziando a portare le sue labbra sulla guance, poi sul collo. Lei gemeva piano e flettendo la testa all’indietro chiuse gli occhi. I suoi capezzoli erano induriti ora e secondo me pure bagnata nelle mutandine. Il rigonfiamento nei pantaloni di Giacomo ha cominciato a crescere più grande e desideroso di prendere tutto di lei, tanto è vero che le sussurrò in un orecchio, “Linda, vuoi venire con me?”. Lei annuì e lui la prese in braccio, le gambe avvolte intorno alla sua vita e le mani aggrappate al collo, così per tutto il corridoio sino alla camera da letto. Candele accese per tutta la stanza e l’aria piena di incenso ed un grosso mazzo di rose sul comodino dal lato di lei. Giacomo la stese sul letto con delicatezza, e la baciò appassionatamente, appoggiandole le mani sopra la testa. Linda si perdeva nella delicatezza di quei baci, quasi intimorita che lui potesse approfittare di lei senza un minimo di ritegno.
Ha cominciato a mordicchiarle il lobo di un orecchio… il suo punto più sensibile, facendo scorrere le spalline del vestito giù per le spalle, sino a spogliarglielo completamente. Giusto un secondo per ammirare la sua pelle lucente ed il corpo perfetto, quasi da modella. Ha notato la grande macchia bagnata nelle sue mutandine di pizzo. Fu la volta del reggiseno, spogliato e buttato sul pavimento, esponendo i seni, con i capezzoli induriti. Buon paio di tette, saranno state una quarta, anche se sembrava abbondante. Preso dall’eccitazione Giacomo si spogliò camicia e pantaloni, restando con i boxer e la sua erezione in bella vista. La baciò di nuovo, ma questa volta, lei strisciò dolcemente su di lui e si sedette a cavallo tra le cosce. Furono baci dolci e stimolazione che partiva dal collo pertutto il percorso sino al petto. Lei gli tolse i boxer, soffermandosi a guardare tutta l’asta, per poi prendere l’iniziativa e baciare l’interno delle cosce ed intorno alla base del suo cazzo, ormai palpitante; baciò delicatamente la cappella fino a che spinse il bacino verso l’alto, prendendo tutto l’uccello in bocca, che massaggiò con la sua lingua calda, succhiando furiosamente. Succhiò con ardore per diversi minuti sino a che, capito che Giacomo stava per schizzare, gettò indietro la testa e si lasciò sfuggire un gemito intenso mentre sentiva i fiotti caldi arrivarle sino in gola. Si leccò le labbra e Giacomo l’afferrò per la testa baciandola sulle labbra bagnate di sperma. Era arrivato il suo turno, quello di leccare la bella fichetta bagnata e pulsante, che ormai rilasciava umori in quantità nelle mutandine, bagnandole del tutto. Dopo averle abilmente spogliato le mutandine con i denti, andò subito al sodo, mordicchiandole il clitoride, il che provocò una scossa di piacere che le attraversò il suo corpo. Lei ansimò veloce e si lasciò sfuggire gemiti ogni volta che la lingua le dava un colpetto contro il clitoride. Senza parlare, spinse la sua lingua nella profondità della sua figa e assaggiò i succhi dolci, mentre fuoriuscivano gocciolando. A questo punto lei urlava e gli gettò le mani sul suo capo, premendo la faccia di più contro le labbra della passerina. Si lasciò sfuggire un forteorgasmo, lasciando che lui leccasse ogni goccia. Linda sentiva di aver bisogno di Giacomo dentro di lei più che mai, ora. Guardandola negli occhi, strofinò il suo cazzo contro il suo clitoride e tutto intorno la sua apertura. Questo la fece godere sempre di più. “Giacomo, ti prego…”, sussurrò. “Ho bisogno di te, dentro di me, ora…”, ma lui sentiva che non era il momento, ci sarebbero voluti ancora dei secondi prima che lui le donasse il vero piacere. Le mordicchiò il lobo dell’orecchio di nuovo, continuando a strofinare la figa vogliosa contro il suo cazzo. Voleva entrarle dentro lentamente e delicatamente, ma il suo cazzo ha agito per lui. Con un movimento rapido, glielo spinse dentro in profondità, favorito dagli umori che ancora uscivano. Lei si lasciò sfuggire un grido forte, quando ha iniziato a sbatterla con forza, senza mai perdere il ritmo. Mentre era ancora dentro di lei, l’ha girata in modo che potesse cavalcarlo a smorzacandela, piegando le ginocchia e puntando i piedi. Spingeva così rapidamente verso l’alto in lei che il suono delle cosce di Giacomo che sbattevano contro il culo di Linda sembrava il rumore di schiaffi e faceva aumentare la voglia. Sentì che stava per arrivare il momento culminante, mentre lei aveva raggiunto il suo secondo orgasmo. Cambiarono posizione e lei gli mise le gambe sulle spalle. “Vienimi dentro, Giacomo.” Lui fece come gli era stato detto e con una spinta finale più profonda che mai le schizzò dentro tutta la sborra che aveva nelle palle. Rimasero lì, appiccicati dal sudore e dagli umori colanti, si abbracciano e si baciarono appassionatamente, Giacomo ancora dentro di lei. “Ti amo Giacomo”, gli disse, fissandolo negli occhi. “Ti amo anche io, Linda”, fu la sua pronta risposta. Con questo, hanno chiuso gli occhi e scivolarono in un sonno profondo. L’indomani fu un altro giorno.

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