Orgia e vestitini in pelle

“Giordano, svegliati!” grida Ronaldo. “Ugh, ho sonno, lasciami dormire!”, dice, ancora mezzo addormentato. “Giordano, hai intenzione di trascorrere tutta la giornata a letto mezzo addormentato o alzarti per cercare di far qualcosa di utile per tutti?” Improvvisamente Giordano saltò giù dal letto, realizzando proprio che giorno era. Primo giorno di ferie estive! Bisognava fare casino. “Ronaldo, che ore sono?” Borbottò. “Amico, le nove”. Sono in ritardo! Rachele sarà incazzata! Ha fretta e deve iniziare a vestirsi. Mezzo nudo ed ancora un po’ addormentato, prende il telefono per chiamare Rachele per farle sapere che arriverà tardi. “Ehi Rachele!”, “Hey Giordano, dove sei?” “Mi dispiace, ho fatto tardi, mi preparo ed arrivo, aspettami!”. “Presto, Giordano, sbrigati, non sto qua ad aspettare te”.Rachele e lui sono stati insieme per 5 anni. Lei abitava da sola da quando aveva 25 anni. Non ho idea di come sono riuscito ad uscire con lei, io sfigato secchione, come pochi ne esistevano nella scuola e Rachele la classica studentessa modello, tutta curve e seno, due gambe che in quelle gonne lunghe sembrano non finire. Arrivato a casa di Rachele vedo i suoi due migliori amici, le loroautomobili parcheggiate fuori. Li odio. Probabilmente avranno passato tutti insieme la giornata al centro commerciale. Faccio qualche passo e mi sento colpire in testa. Quando mi risveglio sono legato ad un letto. “Che diavolo è successo…”, mi sveglio. Cerco di toccarmi la mia testa dolorante, ma mi rendo conto di avere braccia e gambe legate ad un letto a baldacchino, e di essere nudo. Comincio a tirare le corde quando mi accordo che due donne stanno venendo al mio fianco, indossando corsetti in pelle nera, strettissimi, i loro seni che stavano per scoppiare, rossetto rosso sangue, e calze a rete che arrivavano sin sotto il ginocchio. Vedendole rimango basito e non so più cosa dire. Si chinano entrambe e mi baciano, infilandomi la lingua in bocca. “Wow …”, faccio in tempo a dire, prima di sentire la porta della camera da letto sbattere. In piedi sulla soglia c’è Rachele, che indossa un corsetto rosso fuoco, il suo seno perfetto che risalta nel vestitino succinto ed attillato. Un’apertura nel vestito, all’altezza delle cosce mostra la sua figa, bella rasata, che sembrava quasi scintillare nella luce soffusa. Indossa stivali in pelle nera, con tacco da 12cm. Non sarebbe male leccare quella pelle e poi con la lingua risalire fin su per la passerina. Vedendo il suo corpo stupendo il mio cazzo cresce duro come una roccia. Rachele si ferma accanto al letto, guardandomi. “Ciao Giordano, credo che sia giunto il momento di divertirci un po’, tutti insieme!”. Il divertimento poteva cominciare. Era tutto programmato ed ognuno aveva il suo ruolo e turno. Toccava a Rachele, che inizia avvicinandomi la figa alla bocca, tenendola ad un centimetro dal mio viso. Sento il dolce profumo dei suoi umori. Si abbassa per qualche secondo, e ne approfitto per leccarle ogni centrimetro di figa. Inizio leccandogli le labbra, per poi passare al clitoride e stuzzicandogliela tutta. “Oh, Rachele! Per favore dammi la tua figa! Ne ho bisogno!”, mi lamento ad alta voce. “Oh, la vuoi?” Rachele strofina la sua figa sul mio viso, muovendola avanti e indietro. Io ne approfitto facendo scivolare la mia lingua in profondità nel suo buchetto stretto, sentendo le pareti e le labbra stringersi attorno la lingua ad ogni colpo. L’atmosfera si era surriscaldata e le altre sue amiche si sono avvicinate al letto, alternandosi a mettermi le tette in faccia. Avevo quattro capezzoli rosa e duri al mio servizio e cominciai a leccarli a turno. Erano tette durissime, sode. Quanto avrei voluto strizzarle e sentirne la morbidezza. Sentivo le ragazze ansimare ogni qualvolta la mia bocca succhiava una tetta. Ritornai a dedicarmi alla figa di Rachele, che ad ogni colpo di lingua si lasciava sfuggire un gemito. Estrai la mia lingua dalla sua fessura e leccai intorno ai bordi, con colpi leggeri di lingua. Iniziai a rosicchiare il clitoride e mentre lo facevo sentii goccioline di umore uscire dalla figa e schizzarmi in faccia. Le ho bevute tutte, buonissime. Mordo il clitoride più forte e Rachele inizia a urlare di piacere. Vediamo come funziona bene questo cazzo! Rachele sale sul letto e si siede sopra di me a smorza-candela. In quella posizione vedo i suoi lunghi capelli ed ho la sua figa che mi punta il cazzo, vogliosa di averlo dentro. Scende piano, facendo scorrere la mia asta lungo tutto il buco. Una volta entrato tutto e ben lubrificato, comincia ad andare su e giu, facendomi godere e godendo lei come poche. Le sue amiche non sono state a guardare, ed a turno mi avvicinavano fica e tette alla bocca, in modo da farmi sentire i loro umori e godere della mia lingua. Ero eccitatissimo e leccavo non so più cosa, capezzoli, labbra, gocce di umore, ed ancora tette… le donne urlavano di piacere! Rachele spingeva sul mio cazzo duro, facendomi gemere. Era il turno delle altre ragazze farsi scopare e lei le richiamò all’ordine. “Ragazze, venite tutte subito qui!” Le ragazze smisero di farsi leccare e limonarsi tra di loro e si avvicinarono a lei, che cominciò a strofinare le loro fighe con le mani, ed a masturbarle, mentre andava avanti a farsi scopare da me. Stavo per venire ed urlai, “oh, si, Rachele! si!, sto per esplodere”, e sentii schizzarle in profondità. Il primo round era finito e mi sciolsero le corde, liberandomi dalla “schiavitù sessuale” a cui ero sottoposto. Ma quello era solo il primo round, perchè le altre due ragazze avevano voglia di cazzo e la loro fichetta reclamava la loro dose di cazzo e di sborra. Andai avanti a leccarle per qualche minuto, dando tempo al mio cazzo di risvegliarsi. A turno salirono a smorzacandela su di me, facendosi allargare prima una e poi l’altra. Durai di più, ma non era un problema. A Rachele toccò di farsi leccare un po’ il culetto, umido e voglioso. Quando era giungo il momento di venire le due baldracche me lo segarono e mi fecero sborrare in faccia, leccandomelo e pulendolo per bene, senza sosta. La giornata era ancora lunga e la voglia di scopare, di tutti, non ancora esaurita.

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