Giochi di società, in famiglia

Il mio nome è Claudio. Ho 22 anni e sono un ragazzo abbastanza bello. Non sono un body builder, mi piace solo allenarmi, ma non troppo sul serio. Vivo ancora a casa e ho una sorellastra di nome Stefania. La settimana scorsa era il suo compleanno ed aveva compiuto 28 anni. Ha i capelli castani, gli occhi verdi e due gran belle tette sode. Era Venerdì sera ed i nostri genitori erano usciti per il fine settimana a far visita ad alcuni parenti malati, lasciando me e Stefania soli per il weekend. Ho chiesto a mia sorella cosa volesse fare e lei ha detto che avrebbe probabilmente guardato la Tv. Così ci siamo seduti sul divano insieme ed acceso la televisione; dopo pochi minuti di zapping ha deciso per un film d’azione. Ero seduto accanto a lei. Era davvero una bella ragazza, anche se lei era giovane, ed era chiaro che lei si fidava di me completamente, abbiamo sempre avuto un buon rapporto. Lei si appoggiò sulla mia spalla ed io potevo sentire il suo profumo e guarfare le sue tette nella scollatura. Devo dire che mi piaceva quello che vedevo. “Ho un’idea. Vuoi giocare a “verità o sfida”?”, ho chiesto. Lei mi guardò esitante e poi disse: “Certo, perché no”. Il gioco iniziò e fu scelta “verità”, e la domanda gliela feci io. “Hai mai baciato un ragazzo?” Le ho chiesto. Lei mi guardò con un luccichio negli occhi. “Forse si, forse no”. “Forse non è una risposta! Se avete intenzione di giocare seriamente devi almeno darmi una risposta vera”, le dissi con finta indignazione. Lei alzò gli occhi e fece uno sguardo offeso. “Ok. No, non ho mai baciato un ragazzo. Contento ora?” La guardai un po’ più seriamente. “Vuoi?” Stefania cominciò ad arrossire. “Questo non è giusto, due domande di fila, non rispondo”, disse cercando di nascondere il suo imbarazzo. Ho alzato il sopracciglio e la guardai con un lampo malizioso negli occhi. “Ma io sono il fratello maggiore, e posso cambiare le regole, io dico che devi rispondere”. Stefania strinse le labbra e mi guardò per un attimo in silenzio prima di rispondere “Sì, mi piacerebbe avere il mio primo bacio. Ora è il mio turno! fare o verità?” “fare”, la mia risposta. “Va bene! Ti sfido a baciarmi fratello maggiore, che ne dici??!”. Era esattamente quello che speravo mi proponesse. Le ho preso il mento tra le mani, e lo portai più vicino a me. Il suo profumo mi stava travolgendo, inondando i miei sensi. Stavo combattendo la voglia di toccarla nell’unico modo che desideravo disperatamente. Sapevo che era vergine, e che non era mai stata toccata da un uomo, quindi ho preferito non esagerare subito. Lei mi guardò con esitazione, ma mi sorrise, e si rilassò. Premetti le labbra sulle sue e delicatamente le misi la lingua in bocca, leccandole prima le labbra per inumidirgliele bene. Ha seguito i movimenti della mia lingua, e ben presto ho sentito la sua nella mia bocca, e lei si lasciò sfuggire un piccolo gemito. Volevo di più. Avevo bisogno di toccarla, volevo penetrarle la figa, o almeno infilarci un dito e sentire quanto era morbida ed umida. Ancora qualche minuto di baci ed ho lasciato che le mie mani si facevano strada sul suo petto, ed ho sentito i piccoli capezzoli indurirsi nelle mie dita. Lei rimase a bocca aperta ed interruppe il bacio. Con mia grande sorpresa, ha sollevato la sua camicia sopra la testa, ed ho potuto vedere i suoi seni piccoli dentro il reggiseno di pizzo, ed avrei voluto toccarli. Si slacciò il reggiseno, mi prese la mano e la posò sul suo seno sinistro. “Toccalo!!”, ha detto. Non potevo credere che stava per farmi fare quello che ho sempre sognato da un anno. Ho sostituito la mia mano con la mia bocca e ho cominciato a succhiare e tirare delicatamente i capezzoli con i denti, passando la mia lingua su entrambi. Lei gemeva e si agitava ogni qualvolta leccavo e succhiavo le sue belle tettine. Mi alzai in piedi e dopo essermi tolto la camicia, mi sbottonò i jeans, e pian piano tutti i miei vestiti fino a quando ero in piedi completamente nudo davanti a lei, con il cazzo duro, e qualche goccia di precum che stava già cominciando a far capolino dalla punta. Mi sono inginocchiato davanti a lei e ho tirato i suoi jeans e le mutandine verso il basso, fino a che non vidi la sua figa senza peli. C’era un odore dolce, ed i suoi succhi avevano già bagnato il clitoride rosa. Con un dito ho strofinatodolcemente il suo clitoride gonfio; non mi fermò e lasciò che il mio dito scivolo giù per la pista bagnata fino al suo buco stretto figa poco. Lei gemeva e si dimenava contro ogni movimento che ho fatto, e non potevo più aspettare, sapevo che dovevo per il suo gusto. Ho tirato le gambe sulle spalle, con la sua schiena contro il divano, ed ho preso il suo clitoride gonfio nella mia bocca, succhiando e leccando avidamente tutta la carne. La mia lingua corse su e giù per la sua figa calda, ed assaporava i succhi che gocciavano sulla mia lingua. Cominciò a raggiungere l’orgasmo solo pochi minuti dopo, dimenando i fianchi e gemendo. Lei gridò un gemito mentre terminava il suo primo orgasmo, ed io che proseguivo nel leccare tutto senza mai fermarmi. “Questo è solo l’inizio sorellina, se ti è piaciuto sappi che ho qualcosa che ti piacerà ancora di più”. “Per favore,” gemette, “più, voglio di più… voglio godere” Era sorprendentemente eccitata, ed ha ottenuto il suo primo assaggio di ciò che significa stare con un uomo, e la sua figa era affamata e voleva di più. Mi appoggiai allo schienale in ginocchio ed i suoi occhi erano fissi sul mio cazzo mentre cresceva sempre più ogni secondo che passava. Poi mi ha chiesto se poteva toccarlo. “Certo,” dissi. “Ma solo se te lo fai mettere in bocca”. “Non lo so”. Lei rispose. “Fidati di me, Stefania, ti piacerà, ha un buon sapore.” dissi. Alzò lo sguardo verso di me. “Non so cosa fare”, disse. “Non ti preoccupare, ti faccio vedere,” fu la mia risposta. Stefania fissava il mio cazzo mentre lei in equilibrio su quattro zampe, si avvicinava a me, lentamente. “Bagna le labbra con la lingua e metti la punta del mio cazzo in bocca. Voglio che la succhi come se fosse un lecca-lecca, e quando sei a tuo agio lo puoi prendere in bocca tutto quanto”. La bocca di Stefania ha lavorato con entusiasmo il mio cazzo, succhiandolo su e giù con avidità e soffermandosi ogni tanto sulla mia cappella, che leccava ingordamente. Pochi minuti e le sborrai in bocca tutta la crema che avevo nelle palle, fino all’ultima goccia. Lei mi guardò e disse: “sono stata brava?” Le sorrisi facendole capire tutto. Ma volevo e volevamo di più, ed allora andai dietro Stefania, che nel frattempo si era inginocchiata alla pecorina sul divano e le ho messo la punta del cazzo tra le labbra umide e calde, strusciandogliela sulle labbra della figa e facendola gemere di piacere. Ben presto trovai il suo buco e ho spinto leggermente, solo infilando la testa dentro. “Ooh”, gemette. Stavo godendo ad avere la sua piccola figa bagnata aperta dal mio bel cazzo. Faccio scivolare il mio cazzo dentro di lei lentamente, sentendone ogni movimento. Ho sentito versi e lamenti diStefania mentre andavo più in profondità. Ho continuato ad inserire lentamente il mio cazzo fino a raggiungere il suo imene e poi sono tornato indietro e poi di nuovo avanti stando attendo a non sverginarla, senza che me lo avesse detto lei. Ho chiesto a Stefania se lei era pronta, e gemette: “Oh, sì.” Ho tenuto i suoi fianchi e delicatamente dondolavo avanti e indietro, fino a quando con una spinta forte le affondai il cazzo nella figa. Ero in paradiso. Ho voluto lasciare il mio cazzo fermo per un po’ ed assaporare la sensazione che si prova ad avere una figa stretta avvolta intorno al cazzo e per consentire a Stefania di abituarsi ad esso. Qualche secondo e tornai a scoparle la figa, andando avanti ed indietro e gustandomi i suoi umori. La mia unica speranza era che lei avrebbe goduto prima di me in modo da bagnarmi meglio la punta. Stefania improvvisamente urlò il suo orgasmo. Sentivo le sue labbra stringersi contro il mio cazzo e zampillarmi sulla punta. Mi stava stringendo più forte di quanto avessi mai immaginato. Ho cercato di durare più a lungo possibile, ma ero troppo eccitato ed il vedere la sua figa aperta davanti a me ed io che la scopavo, e sentire le labbra stringersi ed i suoi umori bagnarmelo tutto, mi fecero sborrare! La riempii per bene andando avanti a scoparla, mentre vedevo fiotti di sborra lungo il mio cazzo bagnarla tutta. Sembrava non finire mai e il tempo sembrava essersi fermato. Mai nella mia vita avevo mai avuto un orgasmo così potente. Crollammo, completamente esausti. Stefania mi guardò in un modo strano, “mamma e papà se ne sono andati per tutto il weekend, quindi cosa abbiamo intenzione di fare dra un sorriso. Era chiaro cosa avremmo fatto tutto il tempo.

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