pompino

Dopo l’esperienza con Marco ebbi molti dubbi e rimorsi, Marco provó altre volte a venire a casa mia o a rimanere solo con me, ma con diverse scuse riuscì sempre a evitare.
I miei dubbi crescevano, mi piacevano i ragazzi? Ero gay? Eppure al mare guardavo in continuazione i culi e le tette delle ragazze, non potevo essere gay, sicuramente ero solo troppo eccitato e avevo perso il controllo.
Un giorno al mare, dopo pranzo, eravamo nella sala giochi dello stabilimento a giocare a bigliardino, quando Piero che faceva squadra con me mi sgomitó dicendomi, ” Ale, quella la ti sta mangiando con gli occhi”, ” Piero, ma che cazzo fai!” Gli urlai, avevamo preso goal. Lui sbuffa e continua ad ammiccare con la testa la ragazza. Era con le sue ambizioni che, l’avevo vista già qualche volta, niente di speciale, bassina circa 1,60, cicciottella ma nei punti giusti, un bel seno e un bel culo. Il viso era molto carino con due occhi marroni da cerbiatta ed un caschetto di capelli neri dall’aria sbarazzina.
“E dai, vai a chiedigli come si chiama” insiste Piero, “Ma falla finita e gioca” replico io. ” Scusa moretta, il mio amico qui accanto a me vorrebbe sapere come ti chiami, ma è troppo impegnato a perdere per chiedertelo” urla Piero. Lei gli risponde ridendo ” perché non me lo chiede lui? Ha paura che lo morda?” Cazzo sarei voluto scomparire e ammazzare Piero a testate. “Non ho paura che mordi” rispondo, “è solo che …” Non sapevo che dire, “che?” Domanda lei. ” Che non pensavo che mi avresti risposto” mi sto arrampicando sugli specchi. Lei si gira verso le sue amiche parla un po’ e ride. Mollo il bigliardino e mi dirigo verso lei, ” sono Alessio” la guardo dall’alto in basso “cosa hai da ridere?” Sono abbastanza irritato per colpa del cretino di Piero che mi ha messo in questa situazione e per colpa loro che ridono di me. “Niente” mi risponde ” comunque mi chiamo Elisabetta, o Eli fai te”. ” Ascolta fa caldo andiamo a farci un bagno” dice lei avviandosi. Non so se parla alle sue amiche, che rimangono ferme oppure a me, mi viene il dubbio che stia giocando con me. La seguo. Arrivati sulla battigia prendo la rincorsa e mi tuffo nuotando verso il largo, quando mi giro vedo che lei sta venendo verso di me. Certo che se non fosse stato per il tuo amico non mi avresti neanche guardato” mi dice Eli appena mi è vicino. “No, non è vero è da qualche giorno che ti guardo ma..” , “ma?” Fa lei di rimando, mi avvicino gli pendo la testa fra le mani e la bacio, la mia lingua esplora le sue labbra che si schiudono piano, poi incontro la sua lingua che si intreccia con la mia. Mi abbraccia stringendo il suo seno poco sopra la mia pancia, ha i capezzoli duri come chiodini, mi eccito, mi stringo di più fino a strusciare la mia erezione su di lei. Lei si stacca e ride “allora ti faccio quest’effetto?” Mi domanda allontanandosi maliziosamente. Io la riabbraccio cercando di posizionare il mio cazzo tra le sue gambe, ma le si scosta ” corri un po’ troppo” mi ammonisce, “prima non avevi neanche il coraggio di chiedermi come mi chiamavo e ora cerchi di chiavarmi”, “è che il tuo modo di fare mi eccita tremendamente” mi scuso io. “Ok ma qui ci vedono tutti e mi vergogno, andiamo in pineta in un posto dive non ci veda nessuno, “non posso ora” rispondo. “Perché?”, “Perché ho il pisello che sembra un razzo”, allora fatti una nuotata, io intanto esco e vado verso le docce, ti aspetto e poi andiamo in pineta” mi propone Eli. Io nuoto a largo ma ancora nulla, sempre in tiro, così unico rimedio e tirarsi una sega. Passata l’erezione esco e trovata Eli alle docce ci avviamo in pineta trovando una zona al riparo. Cominciamo a baciarci, le tolgo il top del costume e massaggio i suo capezzoli, lei mugola, prendo a leccare quei capezzoli duri e a baciare quel bel seno, lei mi artiglia la testa. Accarezzo con la mano le sue cosce e risalgo verso il costume accarezzando la sua figa attraverso il costume, lei inarca la schiena e spinge giù la mia testa. Le sfilo il costume e mi trovo davanti alla sua foresta nera ben curata, la bacio lei allarga le gambe. Mi posiziono davanti alal sua figa e la annuso, ha un odore acidulo e penetrante, allargo le labbra e lecco il clitoride, è salato dall’acqua di mare, scendo leccando le grandi labbra, le succhio e lei mugola e ansima. Inizio a leccare la sua figa il suo sapore è molto acidulo e forte, lei mi preme la testa contro di lei, affondo la lingua poi inserisco un dito. È caldissima, faccio avanti e indietro con il dito mentre lecco i suoi succhi che colano fuori, inarca la schiena mentre ha un orgasmo. Mi allontana la testa ” Mettiti il preservativo”, “non ce l’ho, facciamo senza” rispondo.
“Lavatelo dal cervello, così poi mi vieni dentro e rimango incinta” controbatte, “dai sdraiati allora”, eseguo subito. Eli mi tira fuori il cazzo poi si gira e si mette a cavalcioni sulla mia faccia mostrandomi la sua figa bagnata, poi sento caldo sulla mia cappella, la sua lingua mi avvolge e mi accarezza il cazzo regalandomi scosse che mi arrivano fino al cervello. Riprendo a leccare e stantuffare la sua figa con due diti. Eli mi succhia il cazzo voracemente, ogni tanto copre la cappella con il prepuzio e ci infila la lingua dentro tintillandomi la punta, io intanto inizio a leccargli il culo e ci infilo un dito dentro. Una fitta atroce mi parte dal cazzo, mi ha morso. “Cazzo fai, ma sei scema?” Gli urlo. “Te fai male a me e io lo faccio a te” mi risponde ridendo. La cosa mi eccita ancora di più “mordimi più delicatamente che mi è piaciuto” lei si gira, abbassa la testa e dopo sento una senzazione tra dolore e godimento, non so se urlare, sta mordendomi la cappella con i denti e mi lecca la punta con la lingua. Esplodo in un orgasmo devastante. Il primo schizzo gli va dritto in bocca, allontana di scatto la testa e sputa “stronzo avvertimi che stai per venire, mi hai sporcata tutta” mi apostrofa arrabbiata. Io continuo a schizzare imbrattandogli il seno e la sua mano che non ha abbandonato il mio cazzo. “Pensavo ti piacesse” rispondo io cercando una scusa. “Non l’ho so, a dire il vero è la prima volta che faccio un pompino, ma ero troppo eccitata. Il cazzo mi torna di marmo “Vuoi provare, in fondo io ho bevuto tutto il tuo orgasmo” la butto li, “mmhh, non so, quel poco che mi è schizzato in bocca e che ho sputato non ho capito che sapore ha. Facciamo così io provo a pulire te, dopo che te hai pulito me”. La guardo da sotto la sua figa, il mio cazzo colante che punta al suo viso, riprendo a leccarla, “ma che fai?” Mi domanda. “Ti pulisco” gli rispondo non capendo. “Ma no, intendevo mi ripulisci il seno dalla tua crema, non ci arrivo a leccarla da sola.”. La faccio spostare e sdraiare e inizio a leccargli le tette ricoperte della mia sborra, ha un sapore dolce salato ed è gelatinosa, lei ride “sei proprio un maiale”, “sei te che hai iniziato a fare la maiala”. Mi sposta la testa facendomi alzare, si porta la mano piena di sborra alla bocca e ne lecca un po’, la sta assaporando “ha un sapore forte e strano, pensavo fosse peggio” e riprende a leccarsi la mano, poi si inginocchia e mi prende il cazzo in bocca succhiando avidamente. Sono in estasi gli appoggio le mani sulla testa e spingo, ” fermo” mi apostrofa allontanando le mani “e se stai per venire avvertimi” riprende a succhiare. ” Eli ferma che sto per venire” la avverto, lei continua a succhiare più forte, non capisco, cerco di allontanarla ma mi schiaffeggia la mano, poi mi sento esplodere, lei mi artiglia le chiappe e affonda la sua testa più che può mentre io inizio a schizzargli in bocca. Sento il mio cazzo schiacciato fra la sua lingua e il palato mentre cerca di deglutire, poi so stacca e tossisce.
Quando si riprende si rialza e mi da un bacio, sento il sapore del mio sperma. Quando il bacio finisce lei mi guarda ride “è più buona se è calda”. Si rimette il costume e torna verso lo stabilimento, io rimango li inebetito sorridendo, con Eli è l’inizio di una bella avventura…