Il piacere della fotografia

Fa freddo questa mattina. Il tipo di freddo che mi fa venire voglia di rimanere sotto le coperte, con le gambe divaricate tra le cosce del mio amante mentre dorme pesantemente (e russa). Il tipo di freddo che rende i miei capezzoli eretti senza nemmeno toccarli. Il tipo di freddo che fa bollire il mio sangue bolle e mi fa venire voglia di essere scopata come una troiona in calore. Così sono indecisa se uscire dal letto, se restare qui sotto e scopare, o se riaddormentarmi… opto per la scopata, ovviamente. Sfioro le unghie sul petto del mio amante e sorrido come vedo i suoi capezzoli indurirsi lentamente, piccoli vulcani che sembrano inviare un flusso di lava verso di me. La mia mano vaga giù la pancia, fermandosi. Io non sono pronta a svegliarlo ancora. Voglio vivere questi attimi caldi e queste scosse di calore che colpiscono così deliziosamente in modo casuale la mia pelle e comincio a spingere da parte le coperte ed espongo il mio corpo allo shock del freddo. C’è aria di neve quando il cielo grigio si anima con fulmini frastagliati che cadono come pioggia, quasi a presagire l’arrivo dei fiocchi di neve dal cielo. Ci sarà un bel temporale questa mattina. Ci saranno tuoni e fulmini. Ci saranno incendi e terremoti, fiamme. Ci sarà il record della mia eccitazione, così tanta da sembrare quasi incisa nella pelle. Mi stacco a malincuore dal calore del suo corpo e mi fermo di fronte allo specchio, spogliando il mio pigiama di flanella, mentre sento scosse sui miei capezzoli, strane sensazioni mi attraversano la pancia ed arrivano al mio clitoride, che prontamente sa come rispondere. Faccio scivolare le mutandine nere sui miei fianchi, trascinando giù centimetro per centimetro, esponendo quanta più carne possibile. Guardo il mio uomo riflesso nello specchio e resisto alla tentazione di mettergli il mio seno sulle sue labbra e poi sulle mani. Potrei chiamare il suo nome, se desideravo. Lo potevo svegliare ed in un attimo mi sarei trovata il suo cazzo in bocca, senza tanti ringraziamenti, ma certe cose vanno fatte con calma e di tempo ne avevamo quanto ne serviva. Vado in bagno nuda e mi chino sul lavandino per lavarmi i denti, fissando il seno che oscilla ad ogni movimento, chiudendo gli occhi e pensando a come sarebbe stata la giornata. Il mio corpo è sempre più impaziente, la mia bocca un deserto arido, e questo processo sta prendendo troppo tempo. L’amante dorme ancora, quindi ne approfitto per farmi una bella doccia calda, così da avere la passerina bella profumata nel caso lui la volesse leccare a fondo. Se avessi voluto, avrei potuto svegliare il mio amante e portarlo con me sotto la doccia, appoggiando le mie mani al muro e mostrare il mio culo a lui, urlandogli di scoparmi in modo duro e sempre più forte ed in profondità, pregarlo di premere la mia guancia contro il muro dicendo che sono la sua troia tuttofare; gli direi che può possedermi in tutte le posizioni che vuole fino a quando non è sazio. L’immagine è invitante, e ho quasi il sentore che dovrò accontentarmi del mio dildo, ma so che non sarò in grado di soddisfare il bisogno di avere un bel cazzo dentro di me. Non è mai stato così. La doccia è pronta, l’acqua è a temperatura giusta e l’ambiente mi sembra adatto per una mezzoretta di assoluto relax. Siccome mi piace farmi guardare, ho già acceso la videocamera e messa in rete, in modo che dal mio blog personale tutti possano vedermi, ma pure il mio amore se accende il monitor vicino al letto. Il vapore sta già cominciando ad annebbiare l’obiettivo della fotocamera, e sorrido tra me e me. L’immagine confusa che produrrà sarà bella, rivelando molta intimità, un ambiente caldo, scivoloso e segreto da scoprire con calma. I getti caldi di acqua sembravano piovere sui miei seni, e nel mentre butto la testa indietro, ricordando la notte in hotel, la prima volta che mi sono inginocchiata davanti al mio amante e sussurrai le parole che avrebbe voluto sentire, ma non osava chiedere. La sua domanda inespressa si sciolse in incredulità. Annuii e me lo infilai in bocca con un  lungo ma godurioso slurp. “Mio padrone. Fammi sentire la tua troietta”. Ricordo di averlo succhiato per un tempo che sembrava non finire mai, e quando sborrando mi aveva coperto la faccia, non ho potuto cancellare il mio sorriso ed il mio ghigno da cattiva ragazza, che ama. Ha trascinato le sue dita sulle mie guance, tra le mie labbra sussurrando: “Aspetta. Non ti muovere”. Quando è tornato aveva un panno caldo ed ha teneramente pulito il mio viso, ho capito che avevo ragione. Questo è quello che io intendo per giochi di ruolo tipo schiavo e padrona. Un sorriso attraversa il mio viso, e mi fa inclinare la testa fino ad incontrare il getto d’acqua, premendo il pulsante sul telecomando. Il calore aumentò in un istante. So che la videocamera sta registrando, so quello che farò con le immagini, quello che l’amore mio farà di loro, mi sta facendo eccitare egirare la testa in un modo che poche volte era successo. Mi passo le dita verso il basso, incontro il mio clitoride caldo e bagnato dalla pioggia di acqua calda e faccio scivolare un dito dentro, poi due. Mentre godo e mi sditalino la figa lascio che l’acqua lavi il mio viso e scenda dai miei capelli. E’ di ora di dare sfogo al mio vibratore. E’ il suo turno. Aumento la temperatura dell’acqua e mi spingo il vibratore dentro con fare duro e veloce, appoggiandomi contro il muro e chiudendo gli occhi, come se tenessi in un pugno il telecomando della televisione. Il piacere è notevole, l’acqua calda mi accarezza il corpo, stimolandomi i capezzoli e scendendo poi a bagnarmi la figa, quasi a voler lubrificare il vibratore che ora entra ed esce dalla passera ad un ritmo quasi simile a quello di una scopata col mio amante. Mi piace e godo sempre di più. Faccio un passo ed esco dalla vasca, e mentre mi asciugo guardo il mio corpo nello specchio. Le mie guance assumono un colorito roseo, la pelle semi-bagnata e rivoli di acqua che sembrano incorniciarmi il viso. Continuo a scoparmi la figa col dildo, spesso accarezzandomi con le dita il buchetto caldo del culo.I miei occhi sono felici, e io so che l’orgasmo è vicino. Il dildo è fantastico, mi fa impazzire, mi fa diventare una troia selvaggia, mi spinge a fare cose che non avrei mai fatto nella mia vecchia vita di ragazza pudica e pulita sessualmente. Mi fa sentire amata, e tutto il resto. Dopo aver goduto come una vacca mi vesto perchè è tardi. Il mio amore dorme sempre ed è ora di andare in ufficio; volevo scopare ma con un dildo ho goduto lo stesso. Mi porto con me il video registrato, perchè devo stampare alcune foto da far vedere al mio amore in modo che ci si possa segare. Arrivo tranquillamente in ufficio e stampao le foto, contenta e soddisfatta per la qualità della video-camera che offre un passatempo per le giornate di noia e quelle in cui il sesso non la fa da padrona. A fine giornata di lavoro è ora di far vedere al mio amore le belle foto della mia mezzoretta di divertimento sotto la doccia. Una ad una, ho distribuito le fotografie sul cuscino dove lui riposava ancora. Sono bellissime. In bianco e nero, accentuano le curve nell’ombra, mettendo in luce il mio corpo, grazie a sapienti giochi di luce e di nebbia che solo in doccia accadono. Sono ben lungi dall’essere perfetta, ma sono pur sempre una bella donna. Io ho i miei difetti, lo riconosco. Ma io non li vedo questa mattina. Io non li vedo affatto. Vedo ciò che vede la telecamera, e quello che vedo è una donna innamorata. Una donna che ama. Ho lasciato la porta chiudersi dolcemente dietro di me mentre correvo in fretta giù per le scale, il profumo dolce di ciambelle e pane francese riempiva le scale facendo si che affrettassi i miei passi, per la fame. Questa mattina, come ogni Sabato mattina, saluto il fornaio e faccio quattro chiacchiere mentre prepara il mio sacchetto col pane ordinato la mattina stessa. Mi faccio strada fuori dal negozio, lasciando che la campana sulla porta suoni allegramente, e salii la stretta scala di legno con la consapevolezza compiaciuta che proprio in questi due giorni non avrei lavorato e per cui dovevo spegnere la sveglia, che altrimenti sarebbe suonata a tutto volume. Entro in casa ed il mio amore si stava svegliando, una faccia che non sto qui a raccontarvi, talmente assonnata da nemmeno accorgersi delle foto sul cuscino. Non fa nulla, gli do il buongiorno e noto che il suo cazzo è bello duro e fa capolino dal pigiama. Ci vorrebbe un pompino, lo ammetto, ma il mio primo pensiero corre al dildo… quanto avrei voluto giocarci ancora.

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