La spiaggia dei desideri

“Penso che sia affascinante”, era il commento di Marcello. “Voglio dire, è un sacco di lavoro, ma non mi pento di aver scelto inglese. La letteratura è stata una forza potente nella società per migliaia di anni. Un romanzo può toccare lo spirito di così tante persone … “Fece una pausa per spazzolarsi i capelli ed alzò lo sguardo incerto. “Ti sto annoiando?” Chiese. Alba sorrise. “No, no, stavo solo pensando …” Si interruppe. Quello che stava pensando era che non riusciva a capire perché i suoi amici odiavano così tanto Marcello. Lei frequentava una scuola a due isolati di distanza da dove aveva studiato lui: un istituto cattolico dove suo padre l’aveva iscritta quando aveva dovuto trasferirsi qui per una promozione. Alba ricorda il terrore di dover entrare in una scuola in cui tutti erano già tutti amici da tempo, ma l’impatto non era stato poi così male, anche per una ragazza timida come lei. Il padre e la madre di Alba erano cattolici devoti, e lei aveva ereditato le loro rigide idee e credenze, quindi era più che felice di andare in una scuola come la Santa Maria. C’era sempre conflitto tra Santa Maria e la scuola superiore “Da Vinci”. Le scuole cattoliche, in quella città, erano basate su idee e regolamenti rigidi. In un primo momento, Alba condivideva in toto queste regole, ma quando ha incontrato Marcello e lui l’aveva invitata ad una festa, lei ha accettato, nonostante i divieti imposti. La festa non era delle migliori, si ballava, si beveva e molti si annoiavano. “Mi sto annoiando”, disse lei e lui le propose una passeggiata nel parco. Del resto era un bel sabato sera, estivo, luminoso ed era un peccato sprecarlo chiusi in discoteca. Alba venne in piedi, allungando le lunghe gambe affusolate, rispose. “Certo.”. Argomenti di discussione ce n’erano davvero pochi e da bere solo una birra, che ormai era quasi finita. Alba finì la sua birra, (era la seconda, non era abituata a bere, si sentiva già accaldata), e voltandosi verso Marcello, lo vide in piedi accanto a lei. “Cosa…”, non fece in tempo a dire altro che lui la baciò, veloce e morbido, sulle labbra. Facendo un passo indietro per la sorpresa, Alba non si accorse nemmeno del fatto che i suoi piedi erano in mare. Marcello la guardò senza parlare, gli mise le braccia intorno alla vita e la tirò contro il suo corpo, baciandola di nuovo. Non era più rigida come prima: le sue labbra si aprirono e la sua lingua scivolò dolcemente nella sua bocca. Tutto durò pochi attimi, finché lei lo fermo. “Marcello, cosa pensi di fare?”, Ha rimproverato. Senza aspettare la risposta, Alba si precipitò fuori dal mare verso l’ombra delle scogliere, combattendo con le lacrime che sgorgavano dai suoi occhi. “Ehi, rilassati ragazza”, gli disse lui, “non ho intenzione di farti fare qualcosa che non vuoi fare!”. “Bene”, sbottò lei. Poi le braccia intorno alla vita di nuovo. “Ma tu vuoi che io…” La sua voce era rauca al suo orecchio, ed era spaventata, perché sentiva qualcosa nella sua testa. Non appena le sue labbra le sfiorarono il collo, rabbrividì e si bloccò, immobile, mentre lui continuava a baciarla ed accarezzarla. “Marcello, non fare così”, gli disse mentre sentiva la sua testa girare, causa anche l’alcool. “Non è giusto. Non devi credere che lo faccio solo perchè sono ubriaca… e se tu mi rispetti… mi lasci in pace”. Ignorando queste parole, facendo come se lei non stesse parlando affatto, Marcello fece scivolare la mano lungo suo stomaco, accarezzando ogni centimetro di pelle morbida. “Marcello…” il resto della sua frase è stata interrotta dal sentire la sua mano intorno al suo seno. Lei voleva ribellarsi, ma lui la fece sedere sulla scogliera in modo che la sua schiena fosse premuta contro la roccia, ed entrambe le mani bloccate con forza sopra la sua testa. Con facilità sganciò il reggiseno e le sue dita calde scivolarono sotto di esso. Ha ansimato non appena la sua mano ha raggiunto il seno e sentiva i piccoli capezzoli indurirsi sotto il suo palpare, e lei si tranquillizzò, godendo delle mani delicate del ragazzo.
“I tuoi vestiti sono sprecati addosso”, disse lui, facendo intendere che era giunto il momento che lei si spogliasse nuda, mentre le baciava il collo. Alba ha debolmente resistito fino a quando sentì la sua coscia, premere verso il basso tra le gambe di lui e lo shock improvviso di una scossa strana di piacere che non aveva mai sperimentato, quasi fosse un piccolo orgasmo. Pur avendo raggiunto la maturità sessuale in giovane età, Alba non si era mai toccata così, e non aveva mai permesso a nessuno di fare a lei quello che Marcello stava facendo ora. Apparentemente senza il suo consenso, il suo corpo si piegò in avanti in modo da permettere a Marcello di sfilarle la maglietta ed il reggiseno, lasciandola nuda dalla vita in su. Si fermò per un attimo a fissare le sue curve, i suoi splendidi seni rotondi luminosi come perle al chiaro di luna. Alba poteva andarsene, ma tutto ciò la eccitava e, nonostante tutto, decise di proseguire nel gioco, quasi desiderando di essere spogliata dalla vita in giù. Non appena sentì la mano del ragazzo stuzzicarle la parte superiore della gamba e far scivolare le mutande in basso, il suo senso di panico raggiuse il culmine. Si bloccò quando improvvisamente ha sentito le sue dita scivolare tra le labbra della sua figa e le toccarle il clitoride. “Tu mi vuoi?”, gli chiese con voce roca. “E non solo perché sei una giovane donna sexy, ma anche perchè questa serata è fatta per divertirci”. Alba fece qualche sforzo per rispondere, i suoi fianchi si muovevano con delicatezza, seguendo il ritmo della sua mano. Parlare era impossibile. “Tu non sei vergine, ammettilo… “, le disse mentre faceva scivolare la sua mano lungo la sua figa prima di tornare al clitoride. “Tutta morbida, calda e scivolosa. Sei fantastica, sento il profumo e la morbidezza della tua passera”. Alba abbozzò un piccolo sorriso sulle labbra. Le dita del ragazzo hanno iniziato a lavorare più velocemente, scivolando sopra la sua figa, facendola gemere di piacere. Inarcando la schiena contro la parete di roccia dura, lei si aggrappò a lui appena il suo primo orgasmo le scosse il corpo. Marcello non perse tempo ed in poco tempo si slacciò i jeans e li tirò giù sino alle caviglie. Non sembrava affatto timida in quel momento. I suoi occhi si abbassarono. Non aveva mai visto prima un cazzo lungo e duro, con grosse palle che penzolavano pelose, ed Alba non potè fare a meno di allungare una mano e avvolgere le dita intorno ad esse. Lei lo fissò con gli occhi scuri, persi in un mare di desiderio, con uno sguardo voglioso e supplichevole. Marcello ha intuito subito che doveva fare la prima mossa, e la spinse dolcemente in ginocchio, posizionandole il suo cazzo davanti alla bocca. Delicatamente, aprì le labbra per essa e si mise a succhiare furiosamente e facendo schioccare l’uccello, mentre se lo spingeva sino in gola. Sapendo che non poteva più resistere senza sborrare, tanto era brava lei a succhiare, improvvisamente l’afferrò per la vita e la sollevò con la schiena, le gambe avvolte intorno a lui e le infilò il cazzo duro dentro la figa, spingendo con passione sfrenata. Lei era vergine e quindi urlò dal dolore, non appena fu sverginata, nascondendo il viso nel suo collo, ma dopo qualche istante, il dolore si calmò e cominciò a cavalcare il cazzo con piacere e con sempre maggiore intensità, le sue gambe avvolte intorno alla vita mentre afferrava la testa di lui. “Ti voglio”, ha ammesso senza fiato. Rendendosi conto che non era dolore, ma piacere, Marcello spinse più forte e più in profondità dentro di lei. “Non fermarti”, supplicava lei. “Mai!”. Lui stava per venire e dando dei colpi sempre più secchi e profondi arrivò all’orgasmo, sborrandole fuori dalla figa, ricoprendole tutti i peli con bianca sborra calda, che piano piano colava sino a terra. Mentre lui schizzava lei ebbe l’orgasmo, e le sue urla lo eccitarono ancora di più. In un orgasmo finale, i loro corpi crollarono uno contro l’altro. “Wow”, ha rimproverato lei, con un sorriso malizioso. “Ci sentiranno”. Lui le fece l’occhiolino, il che significava che di lì a poco ci sarebbe stato il secondo round.

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